Vita, Carriera, Opere e mostre di Lucio del Pezzo
Lucio Del Pezzo (1933 - 2020) è stato uno degli artisti italiani più originali del secondo Novecento. Nato a Napoli , ha sviluppato un linguaggio visivo profondamente personale, a metà tra arte concettuale, oggetto simbolico e composizione giocosa. La sua opera si colloca in un’area di confine tra pittura, scultura e design, dove l’ironia, il simbolismo arcaico e la costruzione geometrica convivono armonicamente. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Del Pezzo si trasferisce a Milano nei primi anni '60. Qui entra in contatto con artisti e intellettuali che si muovono tra le avanguardie e le nuove forme di arte progettuale. È un periodo in cui sperimenta materiali industriali, oggetti trovati e soluzioni formali derivate sia dalla Pop Art che dalle correnti più concettuali.
Nel 1960 partecipa alla fondazione del "Gruppo 58", insieme ad altri artisti napoletani tra cui Mario Persico, Bruno Di Bello e Guido Biasi. Il gruppo è ispirato al pensiero dell'artista e teorico Enrico Baj e si collega al movimento surrealista e al nucleare, promuovendo un’arte fortemente simbolica, visionaria, e svincolata dalla figurazione tradizionale. Il mondo visivo di Del Pezzo è fatto di forme archetipiche: cerchi, triangoli, scale, occhi, frecce, orologi, cornici. Sono elementi che compaiono ripetutamente nelle sue opere e che creano “oggetti mentali” — al tempo stesso decorativi e concettuali. Le sue composizioni si presentano spesso come reliefs (rilievi), oggetti dipinti su superfici tridimensionali o installazioni. La pittura si fa oggetto, e l’oggetto si fa idea. Il tutto è attraversato da un’ironia colta, che gioca con l’arte come sistema di segni e convenzioni.
Non è raro che nei suoi lavori si trovino elementi simili a tavole didattiche, quasi si trattasse di mappe concettuali astratte. Del Pezzo ha partecipato a numerose esposizioni importanti, in Italia e all’estero: 1964 – Biennale di Venezia Invitato nella sezione principale, porta una serie di “oggetti pittorici” che suscitano grande interesse per l’originalità visiva e l’uso di materiali non convenzionali. 1967 – Biennale di San Paolo del Brasile Espone installazioni e pannelli geometrici che riflettono la sua riflessione sull’arte come linguaggio autonomo, a metà tra design e simbolismo. Anni ’70 – Mostre personali a Milano, Roma, Düsseldorf In questo periodo consolida la sua fama anche in ambito europeo.
Le sue opere entrano in dialogo con le ricerche sul costruttivismo e sul design radicale. 1988 – Mostra antologica alla Rotonda della Besana, Milano Una delle retrospettive più complete della sua carriera, con opere dagli anni '60 fino agli anni '80, tra dipinti-oggetto, collage e composizioni simboliche. 2001 – Mostra "Costruzioni di sogni" (Museo di Capodimonte, Napoli) Un omaggio alla sua poetica, centrato sull’influenza della cultura napoletana e sulla sua capacità di creare “macchine visive” piene di memoria e mistero. Del Pezzo lavora con: Legno, metallo, plexiglass – per costruire superfici in rilievo; Colori piatti e brillanti, con una palette ispirata al design anni ’60; Oggetti iconici (cornici, squadre, bussole, orologi) inseriti nella composizione; Assemblaggi che dialogano tra pittura, scultura e installazione. Oltre al Gruppo 58, Lucio Del Pezzo ha avuto stretti legami con: Il Movimento Nucleare di Enrico Baj; Il clima internazionale della Pop Art europea, pur non aderendo mai pienamente; Le ricerche del Design italiano degli anni ’70 e ’80; L’arte concettuale e l’arte combinatoria, di cui ha dato una sua versione visivamente giocosa e filosoficamente profonda. Lucio Del Pezzo è stato un artista che ha saputo coniugare rigore e leggerezza, gioco e concetto, forma e simbolo.
Ha costruito un universo visivo coerente e riconoscibile, al di fuori delle mode, ma in costante dialogo con il tempo e le avanguardie. Il suo lavoro è presente in musei pubblici, collezioni private e archivi storici dell’arte italiana, e la sua figura è oggi riscoperta da curatori e critici che ne apprezzano la forza visionaria e la fine ironia.
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