Vita, Carriera, Opere e mostre di Achille Perilli
Achille Perilli (Roma 1927 – Orvieto, 2021), artista profondamente radicato nell'esperienza dell'arte astratta italiana del dopoguerra, ma anche uno dei più audaci nel volerla portare verso territori nuovi, a volte persino surreali. La sua ricerca artistica si è sviluppata lungo un percorso coerente, ma mai statico, dove la geometria, apparentemente razionale, viene destabilizzata, ribaltata, resa fallace. Perilli non cercava l'ordine matematico, bensì un’idea di ordine che si autodistrugge, trasformando lo spazio in qualcosa di imprevedibile. Perilli nasce e cresce a Roma, dove studia Lettere e Filosofia all’università, ma si forma come artista in un clima di fermento culturale fortemente influenzato dall’esperienza europea del secondo dopoguerra.
Negli anni ‘40 e ‘50 si avvicina all’arte astratta insieme ad altri giovani artisti come Giulio Turcato, Carla Accardi e Piero Dorazio, con i quali nel 1947 fonda il gruppo Forma 1, un collettivo che sostiene un’arte astratta con radici nel marxismo, in aperta polemica con il realismo socialista che in quegli anni dominava il panorama culturale progressista. Il manifesto di Forma 1 fu uno dei primi esempi in Italia di sintesi tra ideologia politica e avanguardia formale: l’arte doveva essere rivoluzionaria non solo nei contenuti ma anche nelle forme, e l’astrazione ne diventava il linguaggio ideale. Negli anni successivi, Perilli sviluppa un linguaggio personale, caratterizzato da una geometria volutamente imperfetta. I suoi poligoni, le sue architetture immaginarie e i suoi spazi impossibili sembrano prendere in giro le regole della prospettiva rinascimentale: ogni figura è una sfida alla coerenza visiva. Non ci sono solidi stabili, ma costruzioni instabili, proiezioni che sembrano smontarsi mentre le guardi. La sua poetica è stata definita "irrazionale geometrica": una contraddizione apparente che ben descrive il senso profondo della sua opera.
Non è la geometria della scienza o dell’architettura, ma quella del sogno, dell’inconscio, della mente che gioca con lo spazio. I colori utilizzati sono spesso puri, piatti, disposti in modo da accentuare l’illusione prospettica o, al contrario, la sua distruzione. Le opere di Perilli sono universi autonomi, dove le regole visive vengono sovvertite per creare nuovi equilibri mentali. Pur mantenendo sempre un forte legame con l’ambiente culturale italiano, Perilli guarda anche all’estero. Apprezza i costruttivisti russi, l’astrazione lirica francese, ma è soprattutto l’arte concreta e l’optical art a influenzare alcune fasi del suo lavoro. Tuttavia, riesce sempre a mantenere un’identità autonoma, difficilmente assimilabile a correnti definite. Tra gli anni ’60 e ’80, espone ampiamente in Italia e all’estero, partecipando a numerose Biennali di Venezia e Triennali di Milano, consolidando la sua posizione come uno dei maestri dell’arte italiana contemporanea. Negli ultimi decenni, Perilli ha continuato a lavorare con la stessa coerenza, producendo dipinti, disegni e sculture che sembrano evoluzioni naturali del suo primo pensiero. Ha anche scritto testi critici, riflessioni sull’arte e sulla società, sempre con uno sguardo lucido e provocatorio. Fino agli ultimi anni della sua vita ha partecipato attivamente a mostre, incontri e retrospettive, senza mai rinunciare alla sperimentazione. La sua morte nel 2021 ha lasciato un vuoto importante nella scena artistica italiana, ma il suo lascito continua a influenzare artisti e studiosi. Le opere di Achille Perilli sono oggi presenti in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.
Tra le più importanti: Collezioni pubbliche GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma): ospita diverse sue opere, data la centralità del suo ruolo nella storia dell’arte italiana del dopoguerra. Museo del Novecento (Milano): alcune sue opere sono esposte insieme a quelle di altri membri del gruppo Forma 1. MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma: Perilli è presente anche qui, come parte del nucleo storico dell’astrattismo romano. Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto: conserva opere di Perilli e documentazione d’archivio sulla sua attività. Collezione Farnesina (Ministero degli Affari Esteri): alcune sue opere fanno parte della collezione che rappresenta l’arte italiana all’estero. Fondazione VAF (Francoforte/Rovereto): fondazione che custodisce un’importante collezione di arte italiana del Novecento. Collezione Panza di Biumo: sebbene più orientata verso l’arte americana, include alcuni lavori di Perilli. Collezioni private italiane ed europee: molte opere di Perilli si trovano in collezioni private, in particolare a Roma, Milano, Parigi e Zurigo.
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